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Mese: luglio 2018

Pantalica

La Riserva naturale orientata Pantalica, Valle dell’Anapo e Torrente Cava Grande è una riserva naturale regionale della Sicilia. « Arrivammo a Pantalica, l’antichissima Hybla, ci arrampicammo su per sentieri di capre, entrammo nelle tombe…

La Riserva naturale orientata Pantalica, Valle dell’Anapo e Torrente Cava Grande è una riserva naturale regionale della Sicilia.

« Arrivammo a Pantalica, l’antichissima Hybla, ci arrampicammo su per sentieri di capre, entrammo nelle tombe della necropoli, nelle grotte-abitazioni, nei santuari scavati nelle ripide pareti della roccia a picco sulle acque dell’Anapo. Il vecchio parlava sempre, mi raccontava la sua vita, la fanciullezza e la giovinezza passate in quel luogo. Mi diceva di erbe e di animali, dei serpenti dell’Anapo, e di un enorme serpente, la biddina, fantastico drago, che pochi hanno visto, che fàscina e ingoia uomini, asini, pecore, capre. »
(Vincenzo ConsoloLe pietre di Pantalica)

Pantalica Ascolta o meglio le necropoli rupestri di Pantalica, sono una località naturalistico-archeologica della provincia di Siracusa. Il nome del sito sembra derivare dall’arabo Buntarigah, che significa ‘grotte’, per l’ovvia presenza di molteplici grotte naturali e artificiali.

Costituisce uno dei più importanti luoghi protostorici siciliani, utile per comprendere il momento di passaggio dall’età del bronzo all’età del ferro nell’isola. Viene poeticamente, ma non scientificamente, identificata con l’antica Hybla, un regno siculo che dal XIII all’VIII sec a.C. si estendeva dalla valle dell’Anapo a Siracusa.

Nel 2005 il sito è stato insignito, insieme con la città di Siracusa, del titolo di Patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO per l’alto profilo storico, archeologico, speleologico e paesaggistico.

La località di Pantalica ha dato il nome a un celebre racconto di Vincenzo Consolo, Le pietre di Pantalica, in cui l’altopiano diventa una metafora del cammino dell’uomo.

Verso il 1050 a.C. Pantalica perde improvvisamente importanza, la sua popolazione si sposta nella Necropoli di Cassibile e nei dintorni dove fiorisce la faciesPantalica II. Ma è uno spostamento temporaneo perché nella prima metà del IX secolo a.C. il sito originario torna ad essere importante. Tuttavia in questa fase intermedia, a causa dell’avvicinamento alla costa, si evidenzia un influsso fenicio nello stile e di conseguenza anche nello scambio commerciale.

Pantalica è un luogo suggestivo dove eseguire delle escursioni o semplici passeggiate nella natura. Tuttavia oltre all’aspetto naturalistico appare un passato di millenni attraverso le 5000 caratteristiche tombe a grotticella di cui molte pareti sono costellate.

Le necropoli

Non è facile conteggiare attraverso un numero esatto tutte le tombe esistenti a Pantalica perché distribuite anche singolarmente. Tuttavia sono state riconosciute diverse necropoli:

  • la necropoli sud-ovest o di Filiporto è composta da un migliaio di tombe che si estendono sulle pendici e nella conca dell’Anapo, appartenenti all’ultima fase della città (IX-VIII secolo a.C.)
  • la necropoli di Nord-Ovest, una delle più antiche della zona (XII-XI secolo a.C.)
  • la necropoli della Cavetta del IX-VIII secolo a.C. con la presenza di abitazioni bizantine;
  • la necropoli Nord è la più vasta e la più fitta e risale al XII-XI secolo a.C.;
  • la necropoli Sud del IX-VIII secolo a.C.;
  • Le tombe delle necropoli
    la necropoli di San Martino, è tra le più interessanti.  Essa è composta da tombe a tholos di epoca preistorica e delle catacombe bizantine: l’Ipogeo di Dionisio e la Grotta di Sant’Anna. Il primo risale al IV – V secolo d.C. e all’ingresso è presente una scritta che recita: «Dionisio che ha servito come presbitero nella Chiesa Erghitana per 34 anni dorme qui il sonno eterno.» Mentre nella seconda risale probabilmente al XI-XIII secolo presenta degli affreschi in alcune pareti in cui si riconoscono parzialmente le figure di santi: S. Maria e S. Pietro nonché Sant’Anastasia. In entrambe le necropoli vi sono delle tombe a baldacchino.

La ragione per cui restano tracce solo delle necropoli e non degli abitati è descritta da Orsi in questo passo:

« Del vastissimo abitato dell’età sicula non resta traccia, perché, come ormai è risaputo, i siculi dimoravano, salvo casi eccezionali di caverne adibite a ripari temporanei, in capanne circolari, ellittiche e più tardi quadre, di leggerissima costruzione, in legno, canne e paglia, erette sulle alture montane, nei cui fianchi si aprivano invece le necropoli. […] l’altipiano che da essa prende il nome fu, non v’è dubbio, coperto da centinaia di umili capanne di paglia e frasche, distribuite in gruppi pittoreschi, quartieri di quella preistorica città; di esse nessuna reliquia, perché fabbricate con materiale troppo facile alla distruzione e su di un terreno coperto da poca terra, inclinato, è dilavato dall’azione delle intemperie, che in breve trainò e cancellò ogni traccia. »

 

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Cefalù

Cefalù  è un comune italiano di 14.323  abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia. È situato sulla costa siciliana settentrionale, a circa 70 km da Palermo, ai piedi di un promontorio roccioso. È uno dei maggiori centri balneari di tutta…

Cefalù  è un comune italiano di 14.323  abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

È situato sulla costa siciliana settentrionale, a circa 70 km da Palermo, ai piedi di un promontorio roccioso. È uno dei maggiori centri balneari di tutta la regione; nonostante le sue dimensioni, ogni anno attrae un rilevante flusso di turisti locali, nazionali ed esteri che, nel periodo estivo, arrivano a triplicare la popolazione, rendendo affollate le principali piazze e le strade più importanti del paese.

La cittadina, che fa parte del Parco delle Madonie, è inclusa nel club de I borghi più belli d’Italia, l’associazione dei piccoli centri italiani che si distinguono per la grande rilevanza artistica, culturale e storica, per l’armonia del tessuto urbano, la vivibilità e i servizi ai cittadini. Cefalù fa anche parte della rete dei comuni solidali.

La cittadina, nel suo nucleo medioevale, è ubicata sotto la rocca di Cefalù che la domina e insieme al Duomo ne caratterizza il profilo tanto da renderne il panorama tipico e molto riconoscibile. Il comune di Cefalù occupa un’area di 65,80 km² sulla costa tirrenica della Sicilia, a 70 km a est di Palermo e a 160 km ad ovest di Messina; posizionata quasi esattamente a metà della costa che va da Trapani a Messina nel nord della Sicilia. La costa di Cefalù si stende per

circa 30 km fra Lascari e Pollina ed alterna lunghi tratti di spiaggia rettilinea a baie e piccole insenature di natura sia sabbiosa che rocciosa con scogli bassi o anche a costoni alti e a strapiombo sul mare. La costa subisce un’erosione da moto ondoso sia sui tratti sabbiosi, come la ben nota spiaggia del paese, che sui costoni rocciosi di natura quarzarenitica. Alcune zone come il porto vecchio (nel centro storico) e il porto nuovo sono invece soggette al fenomeno opposto, la sedimentazione, a causa dei detriti portati dai fiumiciattoli che scendono dalla Rocca e dalle colline a ridosso della costa.

Il clima è temperato delle medie latitudini con la stagione estiva asciutta e calda ed inverno fresco e piovoso (clima mediterraneo). Le stagioni intermedie hanno temperature miti e gradevoli. L’estate è arida e calda, generalmente torrida e frequentemente ventilata grazie anche alla presenza delle brezze marine, in estate, specialmente in luglio ed agosto non è rara la presenza dello scirocco. Il mese più freddo, gennaio, si attesta a +12,0 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +26,8 °C.

l centro storico di Cefalù ha un impianto medievale caratterizzato da strade strette, pavimentate con i ciottoli della spiaggia e il calcare della Rocca di Cefalù.

Viene considerata dal Walled Towns Friendship Circle un prestigioso circolo inglese, una città murata; cioè una città dove ancora, all’interno del centro storico circondato da mura (anche se parzialmente inglobate in alcune abitazioni), si vive stabilmente con negozi e altre attività commerciali e dove ha ancora sede, il palazzo comunale.

Oggi è una località marina e un’ambita meta turistica per le sue spiagge e le opere d’arte che conserva.

Inoltre Il duomo della città inserito nel sito Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale nel 2015 è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

 

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Isola delle Femmine

Isola delle Femmine è un comune italiano di 7.263 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia. Il territorio comunale è tra i meno estesi della provincia, e comprende l’omonimo isolotto, detto anche Isola di Fuori. Il…

Isola delle Femmine è un comune italiano di 7.263 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Il territorio comunale è tra i meno estesi della provincia, e comprende l’omonimo isolotto, detto anche Isola di Fuori. Il territorio è regolare, pianeggiante, e le coste sono basse e la maggior parte rocciose.

Isola delle Femmine ha un clima prettamente mediterraneo, e quindi caldo e secco in estate e con precipitazioni concentrate soprattutto nel semestre invernale. Nei mesi più freddi non sono infrequenti i temporali e le tempeste di vento, ma le temperature non scendono mai sotto lo zero. Le stagioni estive, anche se calde, sono costantemente ventilate (grazie anche alle brezze che soffiano frequentemente lungo le coste siciliane) e generalmente non eccessivamente umide, fattori che contribuiscono a rendere piacevole il soggiorno ai numerosi turisti che arrivano in zona. La media termica annuale è di circa 20 °C, il mese più freddo è gennaio, ma le medie delle minime non scendono sotto i 10 °C, mentre agosto è il mese più caldo con massime intorno ai 31 °C e minime che si aggirano sui 22 °C. Mediamente cadono circa 650mm; il mese più piovoso è dicembre, quello più asciutto luglio

Leggende

Alcuni affascinanti leggende popolari spiegherebbero il nome dell’isola. Si narra che il bellissimo isolotto denominato “Isola delle Femmine” fosse stato un tempo una prigione occupata solo ed esclusivamente da donne. Tredici fanciulle turche, essendosi macchiate di gravi colpe, furono dai loro congiunti imbarcate su una nave priva di nocchiero e lasciate alla deriva. Vagarono per giorni e giorni in balìa dei venti e delle onde finché una tempesta scaraventò l’imbarcazione su un isolotto nella baia di Carini. Qui vissero sole per sette lunghi anni fin quando i parenti, pentitisi della loro azione, le ritrovarono dopo molte ricerche. Le famiglie così riunite decisero di non fare più ritorno in patria e di stabilirsi sulla terraferma. Fondarono quindi una cittadina che in ricordo della pace fatta, chiamarono Capaci (da “CCa-paci” ovvero: qui la pace) e battezzarono l’isolotto sul quale avevano dimorato le donne “Isola delle Femmine”. Una testimonianza di Plinio il Giovane in una lettera indirizzata a Traiano, considera l’isola residenza di fanciulle bellissime che si offrivano in premio al vincitore della battaglia. Altra presunta origine trova nel nome latino “Fimis” la traduzione dell’arabo “fim” che indicherebbe la bocca, il canale che separa l’isola dalla costa.

 

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Comune di Asiago

Asiago è una delle città principali dell’Altopiano dei sette comuni, in Veneto, detto infatti anche Altopiano di Asiago. È senza dubbio la città più vivace dell’Altopiano. Le sue due piazze principali ed…

Asiago è una delle città principali dell’Altopiano dei sette comuni, in Veneto, detto infatti anche Altopiano di Asiago. È senza dubbio la città più vivace dell’Altopiano. Le sue due piazze principali ed il Corso IV Novembre sono il cuore pulsante del paese, con numerosi negozialberghipizzerie ristorantibarpasticceriegastronomie ed altre attività di interesse turistico.

Asiago, rasa al suolo nel corso della Prima Guerra Mondiale, fu ricostruita rispettandone la struttura urbanistica originaria e fu insignita, nonostante le sue piccole dimensioni, del titolo di “città” per meriti di guerra.

L’elegante centro cittadino è circondato da prati e boschi incontaminatie da caratteristiche contrade.

D’estate offre la possibilità di fare escursioni a piedi o in mountain-bike, di praticare l’equitazione, il tennis, il golf, il pattinaggio su ghiaccioe lo schettinaggio.

Nella stagione invernale ad Asiago è possibile praticare un’ampia gamma di attività sportive, tra cui lo sci di fondo e di discesa, lo snowboard, il telemark, lo slittino, escursioni con le ciaspoleed il pattinaggio sul ghiaccio

 

Campo da Golf. In località Meltar, a 5 km dal centro cittadino, si trova il Golf Club, il cui campo da gioco, con 18 buche, è considerato uno dei migliori d’Europa.

Piste da sci. Il comprensorio sciistico di Asiago offre la possibilità di praticare sia lo sci di fondo che quello di discesa.

 

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