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Mese: settembre 2018

Comune di Roana

Roana, Robaan o Rowaan in lingua cimbra, è senz’altro il più articolato tra i comuni dell’Altopiano di Asiago. Si compone infatti di 6 frazioni– detti anche 6 Campanili poiché ciascuna frazione…

Roana, Robaan o Rowaan in lingua cimbra, è senz’altro il più articolato tra i comuni dell’Altopiano di Asiago. Si compone infatti di 6 frazioni– detti anche 6 Campanili poiché ciascuna frazione ha la propria Chiesa Parrocchiale – e cioè Camporovere, Canove, Cesuna, Mezzaselva, Roana Tresché Conca.

L’altitudine media dei centri abitati che compongono il territorio comunale è di circa 1000 metri slm, cosa che rende il comune e le sue frazioni la meta perfetta per una villeggiatura di mezza montagna, adatta davvero a tutti.

Il territorio di Roana e delle sue frazioni è vastissimo, quasi 8.000 ettari per la gran parte coperti da boschicampipascoli dolci pendii.

L’aria pura, il tripudio di sfumature di verde e dei tanti colori che caratterizzano le varie stagioni dell’anno, i vasti panorami, la mitezza del clima, la tranquillità che permea questo territorio ne fanno il luogo ideale per vacanze all’insegna del contatto con la natura tra rilassanti passeggiate salutari escursioni a piedi o in mountain bike.

Le strutture sportive sono innumerevoli: dai vari parchi giochi, ai campi da calcio, calcetto, bocce tennis, pallavolo e basket, il palazzetto dello sport, lo stadio del ghiaccio e i campi di schettinaggio, parchi acrobatici ed un laghetto balneabile. Per l’inverno sono a disposizione vari impianti sciistici e i centri fondo per lo sci nordico.

Ma Roana è ancor di più: nel suo territorio la storia e la cultura vivono ovunque.

Innanzitutto il territorio comunale è permeato di testimonianze della Prima Guerra Mondiale, i cui eventi toccarono profondamente e tragicamente Roana e le altre frazioni, così come tutto l’Altopiano dei Sette Comuni. A Canove è possibile visitare il Museo Storico della Grande Guerra, che raccoglie oltre 5000 reperti bellici tra mappe, indumenti, suppellettili varie, documenti e fotografie.

Numerosi ritrovamenti bellici risalenti alla Prima Guerra Mondiale sono poi raccolti a Treschè Conca nella famosa

Ma Roana e le sue frazioni permettono anche di immergersi nella tradizione, nella cultura e nella lingua cimbra, che qui si mantiene ancora viva grazie al Museo eIstituto di Cultura Cimbra, con sede a Roana, che salvaguarda il patrimonio linguistico e culturale ereditato dagli antichi popoli germanici nell’Alto Medioevo; a Treschè Conca inoltre, nella sede dello Chalet Turistico Municipale, si può trovare lo Sportello Linguistico Cimbro, per un approfondimento su questa misteriosa etnìa. E la cultura cimbra è celebrata ogni anno a Roana con “HogaZait” il festival cimbro,importante appuntamento per residenti e turisti, in seno al quale sono organizzati spettacoli, incontri culturali e concerti nelle varie frazioni del Comune di Roana.

Cesuna di Roana, inoltre, si trova un museo davvero unico, il Museo dei Cuchi, che raccoglie oltre 10.000 cuchi, popolari fischietti di terracotta delle più svariate forme e provenienti da tutto il mondo, che la tradizione popolare voleva che i ragazzi regalassero come promessa d’amore alle proprie innamorate il 25 aprile, festa di San Marco, giorno in cui ancor oggi a Canove di Roana si svolge la Sagra dei Cuchi proprio in memoria di quest’antica tradizione.

Ognuna delle frazioni di Roana ha il proprio Ufficio Turistico, l’ufficio postale, gli ambulatori medici e la fermata degli autobus di linea. Nel territorio comunale ci sono inoltre 3 farmacie, una a Roana, una a Cesuna ed una terza a Canove.

Alessia Morabito

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Enna

Enna è un comune italiano di 27 268 abitanti, capoluogo del libero consorzio comunale omonimo in Sicilia. Denominata Castrogiovanni fino al 1927, anno in cui riprese l’antico nome di Enna. Nota per essere il capoluogo di provincia più alto d’Europa, per via…

Enna è un comune italiano di 27 268 abitanti, capoluogo del libero consorzio comunale omonimo in Sicilia.

Denominata Castrogiovanni fino al 1927, anno in cui riprese l’antico nome di Enna. Nota per essere il capoluogo di provincia più alto d’Europa, per via dell’altitudine del centro abitato che si attesta a 931 m presso il Municipio, raggiunge i 992 m al Castello di Lombardia.

La città è stata definita Urbs Inexpugnabilis, dai romani per la sua imprendibilità, Ombelico di Sicilia, per la sua centralità geografica rispetto all’Isola, e Belvedere di Sicilia, per le vedute panoramiche che da qui si hanno nelle varie direzioni.

Nei tre millenni precedenti è stata roccaforte quasi inespugnabile di sicani, greci, romani, bizantini, arabi, normanni, svevi e aragonesi. Enna conserva il castello, la Rocca di Cerere ed il Duomo. È sede dell’Università Kore.

Enna è comunemente suddivisa in due “macro-aree”:Enna Alta ed Enna Bassa, cui si aggiunge Pergusa, che ne è una frazione. Tutte e tre le aree sono nettamente separate dal punto di vista geografico.

  • Enna Alta sorge su un altipiano tra i 900 ed i 990 m d’altitudine, che svetta isolato al centro degli Erei, dominando la valle del Dittaino a est e la valle del Salso a ovest.

Il centro storico si è da sempre sviluppato sulla parte più alta del monte, nel versante nordorientale; sono presenti pittoresche scalinate tra gli stretti vicoli di matrice araba che scendono, tortuose, dal centro ai rioni più bassi.

  • Enna Bassa si è sviluppata sulle colline a valle di Enna sul versante sud, ad un’altitudine variabile intorno ai 700 m s.l.m. partendo dal quadrivio Sant’Anna attorno al quale sorgeva un piccolissimo nucleo di case attorno alla chiesetta di Sant’Anna. Dagli anni sessanta in poi si sono sviluppati gradatamente quartieri residenziali, aree commerciali, uffici e attività varie. La nascita dell’Universitàha avuto un ulteriore effetto propulsivo

 

  • Pergusa è una frazione della città e dista 10 km dal centro. Ha una popolazione residente assai ridotta (circa mille abitanti) ma è presente una sviluppata edilizia di villeggiatura e buona parte delle strutture ricettive e turistiche quali hotel, bed and breakfast e agriturismo, molti dei quali affacciati sul lago, principale meta turistica della località. La Riserva Naturale Speciale Lago di Pergusa, ingloba il piccolo abitato del villaggio e vanta una ricca avifauna

Il castello di Lombardia divenne tale in in epoca normanna, la sua posizione offre un panorama vastissimo, che spazia dalle Madonie all’Etna, sono visibili il lago di Pergusa e due i bacini artificiali (Nicoletti e Morello), e buona parte della Sicilia centro-orientale

Il Duomo di Enna è un notevole esempio di architettura ecclesiastica medievale: costruito nel Trecento e profondamente rinnovato circa due secoli dopo, presenta imponenti colonnati corinzi, tre navate e tre absidi. La facciata è maestosa, con torre campanaria la cui campana è di notevole mole. All’interno pregiate tele e lampadari. Tra le opere custodite, affreschi del Borremans. Il Duomo è il punto culminante delle celebrazioni della Settimana Santa di Enna.

L’Università Kore di Enna è la più giovane fra le università siciliane; fondata nel 2005 è l’unico istituto universitario fondato in Sicilia dopo l’Unità d’Italia; gli studenti iscritti sono circa 4 052.

L’economia di Enna è stata nei secoli incentrata nella produzione agricola. A partire dal XVIII secolo ha sviluppata l’estrazione dello zolfo. L’ attività turistica è sostenuta dalla presenza delle varie aree di interesse archeologico mentre alcune attività commerciali e artigianali si sono insediate nell’area industriale del fiume Dittaino.

Il turismo di permanenza breve o media si concentra prevalentemente in estate o durante la Settimana Santa di Enna.

 

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Modica

Modica è un comune italiano di 54 501 abitanti del Libero consorzio comunale di Ragusa in Sicilia. La città per popolazione è il tredicesimo comune della Sicilia. Città di origini neolitiche, Modica è il capoluogo storico del territorio pressoché…

Modica è un comune italiano di 54 501 abitanti del Libero consorzio comunale di Ragusa in Sicilia. La città per popolazione è il tredicesimo comune della Sicilia.

Città di origini neolitiche, Modica è il capoluogo storico del territorio pressoché corrispondente al Libero consorzio comunale di Ragusa. Fino al XIX secolo è stata capitale di una Contea che ha esercitato una vasta influenza politica, economica e culturale, tanto da essere stata annoverata tra i feudi più potenti del mezzogiorno ed è rimasta la quarta città più importante della Sicilia (dopo Palermo, Catania e Messina) fino alla prima metà del XX secolo e rappresenta un fondamentale punto di riferimento per il territorio sud-orientale dell’isola.

Modica vanta un ricco repertorio di specialità gastronomiche, risultato della contaminazione delle diverse culture che l’hanno dominata; è nota soprattutto per la produzione del tipico cioccolato di derivazione azteca.

Il suo centro storico, ricostruito a seguito del devastante terremoto del 1693, costituisce uno degli esempi più significativi di architettura tardo barocca e per i suoi capolavori la città è stata inclusa nel 2002, insieme con alcuni centri della Val di Noto, nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Modica, come altri centri storici del Val di Noto, deve la sua particolare configurazione urbana alla non comune conformazione del territorio combinata ai vari fenomeni di antropizzazione. Molte abitazioni della parte vecchia della città, addossate le une sulle altre, sono spesso l’estensione delle antiche grotte, abitate fin dall’epoca preistorica. Sono state censite circa 700 grotte che una volta erano abitate, o comunque adibite a qualche uso, fra quelle visibili e quelle “inglobate” in nuove costruzioni.

Di notevole rilevanza storica è l’ottimo stato di conservazione, in pieno centro storico, della necropoli del Quartiriccio. Il tessuto urbano è un intrigo di casette, viuzze e lunghe scale, che non possono non ricordare l’impianto medievale del centro storico, tutto avviluppato intorno allo sperone della collina del Pizzo, sul quale poggiava inaccessibile il Castello.

“Modica è un’inaspettata meraviglia… È un effetto bizzarro, unico, qualcosa di addirittura irreale come visto nel prisma deformante del sogno, come un immenso fantasmagorico edifizio di fiaba, il quale, anziché di piani, fosse fatto di strati di case. Da questo accastellarsi, svettano campanili e campanili”: con queste parole il poeta e scrittore veronese Lionello Fiumi descriveva il suo stupore nel raccontare sulle pagine di un quotidiano il suo viaggio a Modica negli anni sessanta del Novecento. Le chiese solitamente non si affacciano su piazze, ma su imponenti e scenografiche scalinate modellate sui declivi delle colline. Lo stile prevalente dei monumenti è quello comunemente identificato come tardo barocco, ma più specificatamente, per quel che riguarda Modica, dobbiamo parlare del Barocco siciliano della Sicilia sud orientale, quello successivo al catastrofico terremoto del Val di Noto del 1693. L’aspetto molto caratteristico del centro storico è stato turbato da alcuni scempi edilizi succedutisi dagli anni sessanta agli anni ottanta ad opera di alcuni imprenditori edilizi poco coscienziosi, con il permesso di una classe politica non sempre all’altezza del proprio ruolo.

La città è divisa nei nuclei urbani storici di Modica Alta (intorno al Castello) e Modica Bassa (lungo i torrenti adesso coperti), cui si è aggiunto a partire dagli anni sessanta del secolo scorso il nuovo quartiere residenziale del Sacro Cuore, denominato tradizionalmente Sorda. Tale nome deriva dalla presenza nella zona (quando era ancora aperta campagna e distava circa 3 km dal centro abitato) di un’osteria, la cui proprietaria era, per l’appunto, sorda. Dal modo di dire in dialetto modicano “Andiamo alla/dalla sorda” per indicare il locale, si è così passati ad indicare il quartiere “Sorda” quando questo si è urbanizzato.

L’economia della città trova la sua forza nell’agricoltura, l’artigianato e l’edilizia. Rilevante è la coltivazione del carrubo (Ceratonea siliqua), dell’ulivo e del grano, da cui una buona presenza di oleifici e mulini, oltreché di mangimifici, questi ultimi legati sia all’attività agricola che agli allevamenti. Famosissima è la razza modicana “a manto rosso”, caratterizzata dalla bellezza delle forme, dalla incurvatura a lira delle corna, dalla finezza e dalla lucentezza del mantello e dalla vivacità dell’occhio. La razza bovina modicana è la più antica razza autoctona siciliana, di probabilissima origine africana.

Tipica produzione della città è la famosa cioccolata, prodotta seguendo un’antica ricetta azteca, da cui deriva la ricetta modicana. La lavorazione è rigorosamente artigianale ed a bassa temperatura, cosa che impedisce la perdita o l’alterazione organolettica delle componenti del cacao. Inoltre la pasta di cacao non arriva a fondersi con lo zucchero (lavorazione a crudo), dando sostanza ad una cioccolata fondente, leggermente granulosa, senza grassi vegetali aggiunti, non soggetta a liquefarsi fra le mani alle temperature estive, ed in cui è possibile al gusto distinguere nettamente i tre elementi che la compongono: cacao, zucchero e spezie (nella ricetta tradizionale, la cannella o la vaniglia).

Il turismo è in forte crescita anche grazie all’inserimento di alcuni importanti monumenti in stile tardo barocco nella Lista dei Beni dell’Umanità da parte dell’UNESCO.

 

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