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Modica

Modica è un comune italiano di 54 501 abitanti del Libero consorzio comunale di Ragusa in Sicilia. La città per popolazione è il tredicesimo comune della Sicilia. Città di origini neolitiche, Modica è il capoluogo storico del territorio pressoché…

Modica è un comune italiano di 54 501 abitanti del Libero consorzio comunale di Ragusa in Sicilia. La città per popolazione è il tredicesimo comune della Sicilia.

Città di origini neolitiche, Modica è il capoluogo storico del territorio pressoché corrispondente al Libero consorzio comunale di Ragusa. Fino al XIX secolo è stata capitale di una Contea che ha esercitato una vasta influenza politica, economica e culturale, tanto da essere stata annoverata tra i feudi più potenti del mezzogiorno ed è rimasta la quarta città più importante della Sicilia (dopo Palermo, Catania e Messina) fino alla prima metà del XX secolo e rappresenta un fondamentale punto di riferimento per il territorio sud-orientale dell’isola.

Modica vanta un ricco repertorio di specialità gastronomiche, risultato della contaminazione delle diverse culture che l’hanno dominata; è nota soprattutto per la produzione del tipico cioccolato di derivazione azteca.

Il suo centro storico, ricostruito a seguito del devastante terremoto del 1693, costituisce uno degli esempi più significativi di architettura tardo barocca e per i suoi capolavori la città è stata inclusa nel 2002, insieme con alcuni centri della Val di Noto, nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Modica, come altri centri storici del Val di Noto, deve la sua particolare configurazione urbana alla non comune conformazione del territorio combinata ai vari fenomeni di antropizzazione. Molte abitazioni della parte vecchia della città, addossate le une sulle altre, sono spesso l’estensione delle antiche grotte, abitate fin dall’epoca preistorica. Sono state censite circa 700 grotte che una volta erano abitate, o comunque adibite a qualche uso, fra quelle visibili e quelle “inglobate” in nuove costruzioni.

Di notevole rilevanza storica è l’ottimo stato di conservazione, in pieno centro storico, della necropoli del Quartiriccio. Il tessuto urbano è un intrigo di casette, viuzze e lunghe scale, che non possono non ricordare l’impianto medievale del centro storico, tutto avviluppato intorno allo sperone della collina del Pizzo, sul quale poggiava inaccessibile il Castello.

“Modica è un’inaspettata meraviglia… È un effetto bizzarro, unico, qualcosa di addirittura irreale come visto nel prisma deformante del sogno, come un immenso fantasmagorico edifizio di fiaba, il quale, anziché di piani, fosse fatto di strati di case. Da questo accastellarsi, svettano campanili e campanili”: con queste parole il poeta e scrittore veronese Lionello Fiumi descriveva il suo stupore nel raccontare sulle pagine di un quotidiano il suo viaggio a Modica negli anni sessanta del Novecento. Le chiese solitamente non si affacciano su piazze, ma su imponenti e scenografiche scalinate modellate sui declivi delle colline. Lo stile prevalente dei monumenti è quello comunemente identificato come tardo barocco, ma più specificatamente, per quel che riguarda Modica, dobbiamo parlare del Barocco siciliano della Sicilia sud orientale, quello successivo al catastrofico terremoto del Val di Noto del 1693. L’aspetto molto caratteristico del centro storico è stato turbato da alcuni scempi edilizi succedutisi dagli anni sessanta agli anni ottanta ad opera di alcuni imprenditori edilizi poco coscienziosi, con il permesso di una classe politica non sempre all’altezza del proprio ruolo.

La città è divisa nei nuclei urbani storici di Modica Alta (intorno al Castello) e Modica Bassa (lungo i torrenti adesso coperti), cui si è aggiunto a partire dagli anni sessanta del secolo scorso il nuovo quartiere residenziale del Sacro Cuore, denominato tradizionalmente Sorda. Tale nome deriva dalla presenza nella zona (quando era ancora aperta campagna e distava circa 3 km dal centro abitato) di un’osteria, la cui proprietaria era, per l’appunto, sorda. Dal modo di dire in dialetto modicano “Andiamo alla/dalla sorda” per indicare il locale, si è così passati ad indicare il quartiere “Sorda” quando questo si è urbanizzato.

L’economia della città trova la sua forza nell’agricoltura, l’artigianato e l’edilizia. Rilevante è la coltivazione del carrubo (Ceratonea siliqua), dell’ulivo e del grano, da cui una buona presenza di oleifici e mulini, oltreché di mangimifici, questi ultimi legati sia all’attività agricola che agli allevamenti. Famosissima è la razza modicana “a manto rosso”, caratterizzata dalla bellezza delle forme, dalla incurvatura a lira delle corna, dalla finezza e dalla lucentezza del mantello e dalla vivacità dell’occhio. La razza bovina modicana è la più antica razza autoctona siciliana, di probabilissima origine africana.

Tipica produzione della città è la famosa cioccolata, prodotta seguendo un’antica ricetta azteca, da cui deriva la ricetta modicana. La lavorazione è rigorosamente artigianale ed a bassa temperatura, cosa che impedisce la perdita o l’alterazione organolettica delle componenti del cacao. Inoltre la pasta di cacao non arriva a fondersi con lo zucchero (lavorazione a crudo), dando sostanza ad una cioccolata fondente, leggermente granulosa, senza grassi vegetali aggiunti, non soggetta a liquefarsi fra le mani alle temperature estive, ed in cui è possibile al gusto distinguere nettamente i tre elementi che la compongono: cacao, zucchero e spezie (nella ricetta tradizionale, la cannella o la vaniglia).

Il turismo è in forte crescita anche grazie all’inserimento di alcuni importanti monumenti in stile tardo barocco nella Lista dei Beni dell’Umanità da parte dell’UNESCO.

 

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Siracusa

Siracusa  è un comune italiano di 121 605 abitanti, capoluogo della provincia omonima in Sicilia. Possiede una storia millenaria: la sua fondazione avvenne intorno all’anno 734-733 a.C., ad opera dei Corinzi. Annoverata tra le più vaste metropoli dell’età classica, primeggiò per potenza e ricchezza con Atene, la…

Siracusa  è un comune italiano di 121 605 abitanti, capoluogo della provincia omonima in Sicilia.

Possiede una storia millenaria: la sua fondazione avvenne intorno all’anno 734-733 a.C., ad opera dei Corinzi. Annoverata tra le più vaste metropoli dell’età classica, primeggiò per potenza e ricchezza con Atene, la quale tentò invano di assoggettarla. Numerose le personalità influenti accolte al suo interno, come Platone che giungendovi per ben tre volte, cercò di instaurarvi lo Stato ideale della Repubblica. Patria di artisti, filosofi e uomini di scienza, diede i natali, tra gli altri, al celebre Archimede. Fu conquistata dall’antica Roma nel 212 a.C.. Cicerone nel I secolo a.C. la descriveva ancora come la «più grande e la più bella città greca».

Siracusa è altresì nota per essere la città natale di Santa Lucia, il cui martirio avvenne il 13 dicembre del 304. Importante centro dell’Impero bizantino, ne divenne la capitale durante il VI secolo. La conquista araba, avvenuta nell’anno 878, pose fine all’egemonia siracusana.

Dopo il violento terremoto del 1693, il centro storico della città assunse lo stile barocco che tutt’oggi lo contraddistingue. In epoca moderna fu una delle tappe principali del Grand Tour europeo. Durante la Seconda guerra mondiale, nell’anno 1943, venne firmato a sud-ovest di Siracusa, in contrada Santa Teresa Longarini, l’armistizio che sanciva la cessazione delle ostilità tra il Regno d’Italia e le forze alleate degli anglo-americani; passato alla storia come l’armistizio di Cassibile.

Caratterizzata da ingenti ricchezze storiche, architettoniche e paesaggistiche, la città di Siracusa è stata dichiarata dall’Unesco nel 2005, congiuntamente alla Necropoli Rupestre di Pantalica, patrimonio dell’umanità.

Nel 2009 ha ospitato il forum del G8 sull’ambiente dal quale è scaturita la carta di Siracusa sulla biodiversità, adottata al G8 dell’Aquila.

Siracusa sorge sul lato sud-orientale della Sicilia. La sua geografia è molto variegata, al suo interno si incontrano colline e cavità naturali, mentre due fiumi lambiscono il lato sud-ovest della città. Essa confina per lo più con il mare, che la circonda nella sua quasi totalità. La costa è prevalentemente rocciosa e frastagliata, mostra diversi promontori, baie, piccole isole e penisole.

La città si sviluppa in parte sull’isola di Ortigia e in parte sulla terraferma (tenendo inoltre presente che l’intera area è situata all’interno dell’isola di Sicilia). La particolare ubicazione geografica l’ha resa celebre per i suoi tramonti; grazie ai punti zenitali dai quali vengono osservati essi sono stati descritti nei millenni come tra i più belli al mondo.

Il clima di Siracusa è quello tipico delle aree mediterranee costiere (clima mediterraneo) e quindi piovoso e mite in inverno, caldo ma ventilato e siccitoso in estate. In particolar modo, il clima siracusano è noto per essere dominato dal vento di scirocco. In autunno possono presentarsi episodi alluvionali.

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Comune di Gallio

4 km a nord-est di Asiago, tra verdi ed ampi pascoli e boschi rigogliosi, l’Altopiano  custodisce uno dei suoi tesori più preziosi: Gallio. Gallio, in lingua cimbra Ghel, è infatti uno dei centri…

4 km a nord-est di Asiago, tra verdi ed ampi pascoli e boschi rigogliosi, l’Altopiano  custodisce uno dei suoi tesori più preziosi: Gallio.

Gallio, in lingua cimbra Ghel, è infatti uno dei centri dell’Altopiano dei Sette Comuni più ricchi di storia ed attrattive sportive e turistiche, luogo ideale dove trascorrere delle vacanze all’insegna del relax, della cultura e del divertimento, sia in estate che durante i mesi più freddi.

Questo piccolo paesino di montagna, incastonato nel soleggiato Altopiano, offre al turista la possibilità di rilassarsi con piacevoli passeggiate lungo i numerosi itinerari che si snodano attraverso i luoghi della Grande Guerra e gli incantevoli paesaggi che lo caratterizzano.

Situato a 1090 metri sul livello del mare, Gallio è un piccolo angolo di paradiso anche per i più sportivi, che durante la bella stagione possono avventurarsi a piedi, in mountain-bikeo a cavallo tra gli affascinanti sentieri di montagna che ripercorrono le mulattiere costruite dai soldati durante la Prima Guerra Mondiale, respirando a fondo il silenzio della natura e la pace che regna incontrastata in questi luoghi.

Ma non solo … C’è poi il tennis, il calcio, la pallavolo (interni ed esterni), il pattinaggio e l’arrampicata sportiva, per un’offerta di sport vari ed adatti a tutti, che sanno accontentare adulti e bambini.

Nella stagione invernale, Gallio è anche la meta ideale per gli amanti dello sci di fondo e di discesa.

Nel suo territorio comunale, infatti, si trovano le piste da sci alpino “Melette 2000” e “Valbella”, entrambe a soli 4,5 Km circa dal centro del paese, dove gli appassionati di discesa possono dare prova delle loro abilità.
In località Campomulo, invece, si trova il Centro Fondo Gallio che con i suoi 150 km di piste da sci nordico rappresenta un vero e proprio paradiso per gli amanti dello sci di fondo.

Con le sue attrattive sportive e culturali, la natura incontaminata, la sua importante storia, Gallio è un paese tutto da scoprire, che sa rispondere alle esigenze delle famiglie, dei giovanie anche dei più anziani. Grazie al clima temperato e mitequest’ultimi, infatti, qui possono trovare sollievo nei periodi delle grandi calure estive e respirare un’aria pura e salutare, con ottimi benefici per tutto il corpo e per lo spirito.

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Palermo

Palermo (Palemmu  in siciliano) è un comune italiano di 668 405 abitanti, capoluogo della regione siciliana, e centro della propria città metropolitana con una popolazione di 1 260 193 abitanti. È il quinto comune italiano per popolazione nonché il principale centro urbano dell’isola di Sicilia e dell’Italia…

Palermo (Palemmu  in siciliano) è un comune italiano di 668 405 abitanti, capoluogo della regione siciliana, e centro della propria città metropolitana con una popolazione di 1 260 193 abitanti. È il quinto comune italiano per popolazione nonché il principale centro urbano dell’isola di Sicilia e dell’Italia insulare e trentesimo a livello europeo.

La città vanta una storia plurimillenaria e ha avuto un ruolo importante per le vicende del Mediterraneo e dell’Europa. Fondata dai Fenici tra il VII e il VI secolo a.C., viene conquistata nel 254 a.C. dai Romani ed è divenuta il principale centro dell’isola. Conquistata dai Vandali nel 429, poi dai Saraceni nell’831 e successivamente dai Normanni. Da allora è rimasta, con alterne vicende, la capitale del Regno di Sicilia fino al 1816. Particolarmente importanti furono i Vespri siciliani, ribellione scoppiata a Palermo nel 1282.                                                                                                                                                                                                           Dal 1816 al 1817 fu capitale del neonato Regno delle Due Sicilie e successivamente divenne la seconda città per importanza dello stesso regno duo-siciliano, fino al 1861.

La lunga storia della città e il succedersi di numerose civiltà e popoli le hanno regalato un notevole patrimonio artistico e architettonico.

Il sito seriale Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale, di cui fanno parte più beni monumentali situati in città, nel 2015 è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Numerosi edifici, tra chiese e palazzi, sono riconosciuti monumenti nazionali italiani.

A Palermo ha sede l’Assemblea regionale siciliana, la più antica sede parlamentare in attività del mondo, nonché una rilevante sede universitaria. La sua arcidiocesi è sede metropolitana e sede del primate di Sicilia. Nominata Capitale Italiana dei Giovani 2017, è altresì capitale italiana della cultura per il 2018.

Secondo la (classificazione dei climi di Köppen), il clima di Palermo appartiene al gruppo denominato Csa: clima temperato delle medie latitudini con la stagione estiva asciutta e calda e inverno fresco e piovoso. Le stagioni intermedie hanno temperature miti e gradevoli. L’estate è arida e calda, generalmente torrida e frequentemente ventilata grazie anche alla presenza delle brezze marine.

Non è raro sentire lo scirocco, il vento africano che fa impennare la temperatura (record storico di 45,5 °C registrati all’Osservatorio astronomico di Palermo), con tassi di umidità che scendono anche sotto il 15%. In inverno con lo scirocco possono registrarsi massime superiori ai 20 °C.

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Comune di Conco

Conco, in cimbro Kunken(passo), prima frazione del Comune di Lusiana, si è aggiunto ai comuni dell’Altopiano di Asiago nel 1796. A 830 m sul livello del mare, Conco si trova a metà tra la pianura veneta e l’Altopiano di Asiago. Come…

Conco, in cimbro Kunken(passo), prima frazione del Comune di Lusiana, si è aggiunto ai comuni dell’Altopiano di Asiago nel 1796. A 830 m sul livello del mare, Conco si trova a metà tra la pianura veneta e l’Altopiano di Asiago. Come per altri comuni dell’Altopiano, gli inverni sono molto rigidi e le temperature possono raggiungere facilmente i -20°Cnelle le valli più profonde.

Piazza San Marco è il cuore di Conco, e qui sorge la parrocchia in onore del suo patrono, la Madonna della Neve, celebrato il 5 agosto. Le montagne del Col del LampoMalcrobaMontagnanova cingono Concosvettando oltre i 1300 metri, interrotte dalle distese di pascoli e boschi.

Conco deriva la sua fama dalle cave di pietra sparse nel territorio, da cui si estraggono marmi di tre tipologie: Rosso AsiagoRosa Perlino Bianco Asiago. Per la sua posizione tra montagna e pianuraConco sa regalare emozionanti scorci panoramici: quando il cielo è limpido lo sguardo può spaziare fino alla Laguna di Venezia.

A soli 5 km da Conco si trovano le famose località di Val Lastaro Biancoia, molto frequentate per il turismo invernale; le quali mettono a disposizione un anello per lo sci di fondo lungo 10 km, 9 impianti di risalita per lo  sci alpino(sci da discesa), piste per bambini e principianti.

Tra le numerose frazioni di Conco(più di 60, contando le contrade) vi è Rubbio, la più elevata con i suoi 1057 m di altitudine e divisa fra montagna e pianura, per metà sotto il comune di Bassano del Grappa. Da Rubbio è possibile catturare i più bei panorami dell’Altopiano, da qui lo sguardo può giungere infatti sino alle Piccole Dolomiti, al Monte Grappa e allePale di San Martino.

FontanelleGomarolosono le altre frazioni maggiori di Conco, quest’ultima raggiungibile dalla strada che da Marosticasale verso Conco. Mentre nella frazione di Santa Caterina, sita sul versante meridionale dell’Altopiano di Asiago e condivisa con il Comune di Lusiana, sorge una chiesetta in cui è custodita la reliquia della Sacra Spina e unapala di Jacopo Bassano.

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Erice

Erice è un piccolo ed antico borgo medievale in Sicilia. Comune italiano di 27 874 abitanti della provincia di Trapani. Nel centro cittadino che è posto sulla vetta dell’omonimo Monte Erice, sono residenti solo 1024…

Erice è un piccolo ed antico borgo medievale in Sicilia. Comune italiano di 27 874 abitanti della provincia di Trapani.

Nel centro cittadino che è posto sulla vetta dell’omonimo Monte Erice, sono residenti solo 1024 abitanti (popolazione che si decuplica nel periodo estivo), mentre la maggior parte della popolazione si concentra a valle, nell’abitato di Casa Santa, contiguo alla città di Trapani. Il nome di Erice deriva da Erix, un personaggio mitologico, figlio di Afrodite e di Bute, ucciso da Eracle. Dal 1167 al 1934 ebbe il nome di Monte San Giuliano.

« E l’altro monte, e l’altro monte ei vede,
l’Erice azzurro, solo tra il mare e il cielo
divinamente apparito, la vetta
annunziatrice della Sicilia bella! »
(Gabriele D’Annunzio, dalla poesia La notte di Caprera)

Il territorio di Monte San Giuliano, denominato Agro ericino, comprendeva oltre al territorio dell’attuale comune, anche quelli di Valderice, Custonaci, San Vito Lo Capo, Buseto Palizzolo e parte di quello di Castellammare del Golfo.

Il Monte Erice è una grande area naturale con boschi, in particolare l’area di Martogna, il bosco demaniale di Sant’Anna e contrada Porta Spada. Il Corpo forestale della Regione siciliana gestisce il Museo Agro-forestale San Matteo, un antico baglio rurale a 4 km dalla vetta. La periodica e ormai annuale pratica criminale degli incendi dolosi ha devastato la montagna e i dintorni del paese, che fino a vent’anni erano immersi nei boshi e che adesso insistono in un territorio pressoché arido.

Tra le attività più tradizionali vi sono quelle artigianali, che si distinguono per le lavorazioni del ferro e del legno, oltreché per l’arte della ceramica e per quella tessile, quest’ultima finalizzata alla realizzazione di tappeti e di borse.

Dolci tipici

  • bocconcini di Erice, dolcini di pasta reale con l’anima di marmellata di cedro al liquore
  • genovese alla crema, dolce di pastafrolla con zucchero a velo sulla parte superiore
  • mustaccioli, antichi biscotti fatti in un ex convento di clausura

Curiosità:

Erice è stata usata come set del paese di Carini durante le riprese della miniserie televisiva, diretta da Umberto Marino, “La baronessa di Carini“. Vi è stato girato anche il film di Pif In guerra per amore.                                                                                                   Parte del film Aquaman viene girato a Erice

 

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Pantalica

La Riserva naturale orientata Pantalica, Valle dell’Anapo e Torrente Cava Grande è una riserva naturale regionale della Sicilia. « Arrivammo a Pantalica, l’antichissima Hybla, ci arrampicammo su per sentieri di capre, entrammo nelle tombe…

La Riserva naturale orientata Pantalica, Valle dell’Anapo e Torrente Cava Grande è una riserva naturale regionale della Sicilia.

« Arrivammo a Pantalica, l’antichissima Hybla, ci arrampicammo su per sentieri di capre, entrammo nelle tombe della necropoli, nelle grotte-abitazioni, nei santuari scavati nelle ripide pareti della roccia a picco sulle acque dell’Anapo. Il vecchio parlava sempre, mi raccontava la sua vita, la fanciullezza e la giovinezza passate in quel luogo. Mi diceva di erbe e di animali, dei serpenti dell’Anapo, e di un enorme serpente, la biddina, fantastico drago, che pochi hanno visto, che fàscina e ingoia uomini, asini, pecore, capre. »
(Vincenzo ConsoloLe pietre di Pantalica)

Pantalica Ascolta o meglio le necropoli rupestri di Pantalica, sono una località naturalistico-archeologica della provincia di Siracusa. Il nome del sito sembra derivare dall’arabo Buntarigah, che significa ‘grotte’, per l’ovvia presenza di molteplici grotte naturali e artificiali.

Costituisce uno dei più importanti luoghi protostorici siciliani, utile per comprendere il momento di passaggio dall’età del bronzo all’età del ferro nell’isola. Viene poeticamente, ma non scientificamente, identificata con l’antica Hybla, un regno siculo che dal XIII all’VIII sec a.C. si estendeva dalla valle dell’Anapo a Siracusa.

Nel 2005 il sito è stato insignito, insieme con la città di Siracusa, del titolo di Patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO per l’alto profilo storico, archeologico, speleologico e paesaggistico.

La località di Pantalica ha dato il nome a un celebre racconto di Vincenzo Consolo, Le pietre di Pantalica, in cui l’altopiano diventa una metafora del cammino dell’uomo.

Verso il 1050 a.C. Pantalica perde improvvisamente importanza, la sua popolazione si sposta nella Necropoli di Cassibile e nei dintorni dove fiorisce la faciesPantalica II. Ma è uno spostamento temporaneo perché nella prima metà del IX secolo a.C. il sito originario torna ad essere importante. Tuttavia in questa fase intermedia, a causa dell’avvicinamento alla costa, si evidenzia un influsso fenicio nello stile e di conseguenza anche nello scambio commerciale.

Pantalica è un luogo suggestivo dove eseguire delle escursioni o semplici passeggiate nella natura. Tuttavia oltre all’aspetto naturalistico appare un passato di millenni attraverso le 5000 caratteristiche tombe a grotticella di cui molte pareti sono costellate.

Le necropoli

Non è facile conteggiare attraverso un numero esatto tutte le tombe esistenti a Pantalica perché distribuite anche singolarmente. Tuttavia sono state riconosciute diverse necropoli:

  • la necropoli sud-ovest o di Filiporto è composta da un migliaio di tombe che si estendono sulle pendici e nella conca dell’Anapo, appartenenti all’ultima fase della città (IX-VIII secolo a.C.)
  • la necropoli di Nord-Ovest, una delle più antiche della zona (XII-XI secolo a.C.)
  • la necropoli della Cavetta del IX-VIII secolo a.C. con la presenza di abitazioni bizantine;
  • la necropoli Nord è la più vasta e la più fitta e risale al XII-XI secolo a.C.;
  • la necropoli Sud del IX-VIII secolo a.C.;
  • Le tombe delle necropoli
    la necropoli di San Martino, è tra le più interessanti.  Essa è composta da tombe a tholos di epoca preistorica e delle catacombe bizantine: l’Ipogeo di Dionisio e la Grotta di Sant’Anna. Il primo risale al IV – V secolo d.C. e all’ingresso è presente una scritta che recita: «Dionisio che ha servito come presbitero nella Chiesa Erghitana per 34 anni dorme qui il sonno eterno.» Mentre nella seconda risale probabilmente al XI-XIII secolo presenta degli affreschi in alcune pareti in cui si riconoscono parzialmente le figure di santi: S. Maria e S. Pietro nonché Sant’Anastasia. In entrambe le necropoli vi sono delle tombe a baldacchino.

La ragione per cui restano tracce solo delle necropoli e non degli abitati è descritta da Orsi in questo passo:

« Del vastissimo abitato dell’età sicula non resta traccia, perché, come ormai è risaputo, i siculi dimoravano, salvo casi eccezionali di caverne adibite a ripari temporanei, in capanne circolari, ellittiche e più tardi quadre, di leggerissima costruzione, in legno, canne e paglia, erette sulle alture montane, nei cui fianchi si aprivano invece le necropoli. […] l’altipiano che da essa prende il nome fu, non v’è dubbio, coperto da centinaia di umili capanne di paglia e frasche, distribuite in gruppi pittoreschi, quartieri di quella preistorica città; di esse nessuna reliquia, perché fabbricate con materiale troppo facile alla distruzione e su di un terreno coperto da poca terra, inclinato, è dilavato dall’azione delle intemperie, che in breve trainò e cancellò ogni traccia. »

 

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Cefalù

Cefalù  è un comune italiano di 14.323  abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia. È situato sulla costa siciliana settentrionale, a circa 70 km da Palermo, ai piedi di un promontorio roccioso. È uno dei maggiori centri balneari di tutta…

Cefalù  è un comune italiano di 14.323  abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

È situato sulla costa siciliana settentrionale, a circa 70 km da Palermo, ai piedi di un promontorio roccioso. È uno dei maggiori centri balneari di tutta la regione; nonostante le sue dimensioni, ogni anno attrae un rilevante flusso di turisti locali, nazionali ed esteri che, nel periodo estivo, arrivano a triplicare la popolazione, rendendo affollate le principali piazze e le strade più importanti del paese.

La cittadina, che fa parte del Parco delle Madonie, è inclusa nel club de I borghi più belli d’Italia, l’associazione dei piccoli centri italiani che si distinguono per la grande rilevanza artistica, culturale e storica, per l’armonia del tessuto urbano, la vivibilità e i servizi ai cittadini. Cefalù fa anche parte della rete dei comuni solidali.

La cittadina, nel suo nucleo medioevale, è ubicata sotto la rocca di Cefalù che la domina e insieme al Duomo ne caratterizza il profilo tanto da renderne il panorama tipico e molto riconoscibile. Il comune di Cefalù occupa un’area di 65,80 km² sulla costa tirrenica della Sicilia, a 70 km a est di Palermo e a 160 km ad ovest di Messina; posizionata quasi esattamente a metà della costa che va da Trapani a Messina nel nord della Sicilia. La costa di Cefalù si stende per

circa 30 km fra Lascari e Pollina ed alterna lunghi tratti di spiaggia rettilinea a baie e piccole insenature di natura sia sabbiosa che rocciosa con scogli bassi o anche a costoni alti e a strapiombo sul mare. La costa subisce un’erosione da moto ondoso sia sui tratti sabbiosi, come la ben nota spiaggia del paese, che sui costoni rocciosi di natura quarzarenitica. Alcune zone come il porto vecchio (nel centro storico) e il porto nuovo sono invece soggette al fenomeno opposto, la sedimentazione, a causa dei detriti portati dai fiumiciattoli che scendono dalla Rocca e dalle colline a ridosso della costa.

Il clima è temperato delle medie latitudini con la stagione estiva asciutta e calda ed inverno fresco e piovoso (clima mediterraneo). Le stagioni intermedie hanno temperature miti e gradevoli. L’estate è arida e calda, generalmente torrida e frequentemente ventilata grazie anche alla presenza delle brezze marine, in estate, specialmente in luglio ed agosto non è rara la presenza dello scirocco. Il mese più freddo, gennaio, si attesta a +12,0 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +26,8 °C.

l centro storico di Cefalù ha un impianto medievale caratterizzato da strade strette, pavimentate con i ciottoli della spiaggia e il calcare della Rocca di Cefalù.

Viene considerata dal Walled Towns Friendship Circle un prestigioso circolo inglese, una città murata; cioè una città dove ancora, all’interno del centro storico circondato da mura (anche se parzialmente inglobate in alcune abitazioni), si vive stabilmente con negozi e altre attività commerciali e dove ha ancora sede, il palazzo comunale.

Oggi è una località marina e un’ambita meta turistica per le sue spiagge e le opere d’arte che conserva.

Inoltre Il duomo della città inserito nel sito Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale nel 2015 è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

 

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Isola delle Femmine

Isola delle Femmine è un comune italiano di 7.263 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia. Il territorio comunale è tra i meno estesi della provincia, e comprende l’omonimo isolotto, detto anche Isola di Fuori. Il…

Isola delle Femmine è un comune italiano di 7.263 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Il territorio comunale è tra i meno estesi della provincia, e comprende l’omonimo isolotto, detto anche Isola di Fuori. Il territorio è regolare, pianeggiante, e le coste sono basse e la maggior parte rocciose.

Isola delle Femmine ha un clima prettamente mediterraneo, e quindi caldo e secco in estate e con precipitazioni concentrate soprattutto nel semestre invernale. Nei mesi più freddi non sono infrequenti i temporali e le tempeste di vento, ma le temperature non scendono mai sotto lo zero. Le stagioni estive, anche se calde, sono costantemente ventilate (grazie anche alle brezze che soffiano frequentemente lungo le coste siciliane) e generalmente non eccessivamente umide, fattori che contribuiscono a rendere piacevole il soggiorno ai numerosi turisti che arrivano in zona. La media termica annuale è di circa 20 °C, il mese più freddo è gennaio, ma le medie delle minime non scendono sotto i 10 °C, mentre agosto è il mese più caldo con massime intorno ai 31 °C e minime che si aggirano sui 22 °C. Mediamente cadono circa 650mm; il mese più piovoso è dicembre, quello più asciutto luglio

Leggende

Alcuni affascinanti leggende popolari spiegherebbero il nome dell’isola. Si narra che il bellissimo isolotto denominato “Isola delle Femmine” fosse stato un tempo una prigione occupata solo ed esclusivamente da donne. Tredici fanciulle turche, essendosi macchiate di gravi colpe, furono dai loro congiunti imbarcate su una nave priva di nocchiero e lasciate alla deriva. Vagarono per giorni e giorni in balìa dei venti e delle onde finché una tempesta scaraventò l’imbarcazione su un isolotto nella baia di Carini. Qui vissero sole per sette lunghi anni fin quando i parenti, pentitisi della loro azione, le ritrovarono dopo molte ricerche. Le famiglie così riunite decisero di non fare più ritorno in patria e di stabilirsi sulla terraferma. Fondarono quindi una cittadina che in ricordo della pace fatta, chiamarono Capaci (da “CCa-paci” ovvero: qui la pace) e battezzarono l’isolotto sul quale avevano dimorato le donne “Isola delle Femmine”. Una testimonianza di Plinio il Giovane in una lettera indirizzata a Traiano, considera l’isola residenza di fanciulle bellissime che si offrivano in premio al vincitore della battaglia. Altra presunta origine trova nel nome latino “Fimis” la traduzione dell’arabo “fim” che indicherebbe la bocca, il canale che separa l’isola dalla costa.

 

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Comune di Asiago

Asiago è una delle città principali dell’Altopiano dei sette comuni, in Veneto, detto infatti anche Altopiano di Asiago. È senza dubbio la città più vivace dell’Altopiano. Le sue due piazze principali ed…

Asiago è una delle città principali dell’Altopiano dei sette comuni, in Veneto, detto infatti anche Altopiano di Asiago. È senza dubbio la città più vivace dell’Altopiano. Le sue due piazze principali ed il Corso IV Novembre sono il cuore pulsante del paese, con numerosi negozialberghipizzerie ristorantibarpasticceriegastronomie ed altre attività di interesse turistico.

Asiago, rasa al suolo nel corso della Prima Guerra Mondiale, fu ricostruita rispettandone la struttura urbanistica originaria e fu insignita, nonostante le sue piccole dimensioni, del titolo di “città” per meriti di guerra.

L’elegante centro cittadino è circondato da prati e boschi incontaminatie da caratteristiche contrade.

D’estate offre la possibilità di fare escursioni a piedi o in mountain-bike, di praticare l’equitazione, il tennis, il golf, il pattinaggio su ghiaccioe lo schettinaggio.

Nella stagione invernale ad Asiago è possibile praticare un’ampia gamma di attività sportive, tra cui lo sci di fondo e di discesa, lo snowboard, il telemark, lo slittino, escursioni con le ciaspoleed il pattinaggio sul ghiaccio

 

Campo da Golf. In località Meltar, a 5 km dal centro cittadino, si trova il Golf Club, il cui campo da gioco, con 18 buche, è considerato uno dei migliori d’Europa.

Piste da sci. Il comprensorio sciistico di Asiago offre la possibilità di praticare sia lo sci di fondo che quello di discesa.

 

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